Premessa
Il report ESG (Environmental, Social e Governance) è un documento essenziale che esprime l’impegno di un’Azienda verso la sostenibilità e la responsabilità etica.
Attraverso di esso, le imprese delineano le proprie politiche, iniziative e performance nei settori ambientale, sociale e di governance, off rendo agli stakeholder una visione chiara e dettagliata del loro operato in questi ambiti fondamentali.
Questo report è ormai un elemento imprescindibile per dimostrare la solidità e la responsabilità di un’organizzazione nel contesto economico contemporaneo, infl uenzando positivamente la sua reputazione, la sua attrattività per gli investitori e il suo impatto globale.
Il rating ESG, per defi nizione, prende di mira i tre fattori che ne compongono il nome e che permettono a un’Azienda di avere una migliore posizione sul mercato contribuendo a migliorare il suo impatto complessivo.
Ambientale: questo parametro considera le politiche aziendali rivolte all’effi cienza energetica di un’Azienda, alla riduzione dell’emissione di anidride carbonica, con particolare attenzione verso lo spreco di risorse naturali e l’inquinamento. Un’Azienda con un ritmo di innovazione elevato, che ha richiesto fi nanziamenti green, che consuma meno e in modo più effi ciente e che si impegna a ridurre le emissioni, avrà un rating più positivo;
Sociale: questo parametro prende in considerazione la politica aziendale consapevole della qualità dell’ambiente di lavoro, della sua attenzione alle politiche sociali, alla diversità e all’inclusione e alla mancanza di discriminazioni all’interno dell’ambito lavorativo; Questo parametro tiene anche conto della sicurezza sul posto di lavoro e della responsabilità sociale dell’azienda in ottica globale, su tutta la catena di fornitura, considerando anche le relazioni sindacali, e in generale al rispetto dei diritti umani.
Governance: quest’ultimo parametro pone l’attenzione sulla dimensione interna dell’Azienda e sulla composizione del suo Consiglio di Amministrazione. I fattori che contribuiranno a un rating più elevato sono la presenza di consiglieri aziendali indipendenti, un piano di retribuzione del CdA con obiettivi legati alla sostenibilità e a policy comportamentali focalizzate sugli aspetti etici, e compliance rivolte ai vertici dell’azienda.
Scatta con l'avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta uffi ciale del Dlgs 125/2024 l'obbligo per molte imprese italiane di pubblicare già dal 2025 una rendicontazione di sostenibilità secondo i criteri informativi "ESG".
Il decreto di recepimento della direttiva 2024/2464/Ue (cd. "Csrd") entra in vigore il 25 settembre 2024 ed introduce l'obbligo di redigere una più sostanziosa rendicontazione di sostenibilità per le grandi imprese quotate già vincolate alla "dichiarazione di carattere non fi nanziario". Estende l'obbligo di rendicontazione di sostenibilità alle grandi imprese non quotate dal 2026 e alle PMI quotate a partire dal 2027. Abrogando contestualmente l'attuale disciplina nazionale sulle comunicazioni ambientali delle imprese contenuta nel Dlgs 254/2016.
Con la nuova rendicontazione di sostenibilità, lo ricordiamo, si allargano anche le informazioni che le imprese sono tenute a comunicare sugli aspetti ambientali, sociali e di governance delle proprie attività (cd. "parametri ESG", dall'inglese Environmental, Social, Governance).
In quest’ottica il seguente questionario integra alcune domande rispondenti ai requisiti di informativa obbligatoria previsti dalla Direttiva CSRD, e nel complesso si articola in: 12 Standards, di cui 2 Cross Cutting Standards (di livello generale) e 10 Topical Standards (Environmental, Social, Governance) suddivisi per tema: 5 ambientali, 4 sociali e 1 sulla governance.
Uno dei pilastri della nuova direttiva CSRD è appunto lo strumento della “doppia materialità”.
Le Aziende dovranno d'ora in poi rendicontare con maggiore precisione l’impatto fi nanziario dei cambiamenti climatici sulla loro attività (materialità fi nanziaria), oltre a identifi care il loro impatto sulle persone e sull’ambiente (materialità d’impatto).
Come già anticipato superiormente, la CSRD chiede alle Aziende prospettive ambiziose e di lungo termine in relazione alla pianifi cazione delle loro proprie politiche e strategie ESG.
Richiede altresì un impegno climatico sempre più defi nito, preciso ed ambizioso, esteso a tutta la value chain, che valuti e gestisca nel dettaglio anche le emissioni serra indirette (defi nite dal GHG Protocol come gas serra di Scope 3).
In una logica non prettamente climatica, la CSRD rappresenta una sfi da per le Aziende anche rispetto ai temi della tutela della biodiversità oltre che per il rispetto dei diritti umani.
Anche per le aziende che non saranno da subito obbligate alla rendicontazione di sostenibilità allinearsi alle indicazioni della normativa sarà un'opportunità di dimostrare la proattività nella gestione sostenibile della propria Organizzazione e dei propri impatti, migliorando la fi ducia degli investitori e rispondendo alle istanze dei propri stakeholder rispetto ad una disclosure di sostenibilità completa, chiara ed obiettiva.
Secondo la CSRD, il contenuto dei report ESG deve essere conforme ai requisiti degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), che l'EFRAG sta attualmente sviluppando sulla base della seguente architettura.
Essa comprende la rendicontazione su tre aree:
- Strategia aziendale (strategia e modello aziendale, governance e analisi dei principali impatti, rischi e opportunità),
- Attuazione della strategia (politiche, obiettivi, azioni concrete e risorse assegnate),
- Performance (KPIs, compresi quelli relativi al monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi).
Copre tre argomenti
Le Aziende devono riferire su:
- Questioni ambientali
- Questioni sociali
- Questioni di governance
Tre livelli di informazioni
Standard trasversali, che sono obbligatori per tutte le Aziende soggette alla CSRD. Essi si applicheranno a partire dall'anno di rendicontazione 2024. Questi 13 standard copriranno i seguenti argomenti:
Principi generali, strategia generale, governance e valutazione della materialità;
Cambiamento climatico, inquinamento, risorse idriche e marine, biodiversità, utilizzo delle risorse ed economia circolare;
La propria forza lavoro (condizioni di lavoro, parità di trattamento, rispetto dei diritti umani), gli attori della catena del valore, le comunità interessate, nonché i consumatori e gli utenti fi nali;
Governance, gestione del rischio, controllo interno e condotta aziendale.
Standard specifici del settore, che sono obbligatori per tutte le Aziende in base al settore in cui operano. Questi standard sono attualmente in fase di sviluppo e dovrebbero essere disponibili nel giugno 2024 per essere utilizzati nell'esercizio fi nanziario 2025.
Informazioni specifiche per l'azienda, a seconda delle questioni che l'Azienda ritiene importanti e che non sono state trattate nel resto del rapporto ESG. Questa rendicontazione è facoltativa.
A tutte le informazioni di sostenibilità divulgate deve essere applicata una visione prospettica e retrospettiva, qualitativa sia quantitativa. Le Aziende devono considerare gli orizzonti a breve, medio e lungo termine dell'intera catena del valore.