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Social Network Analysis - Chirurgia

Gentili colleghe e colleghi,

come sapete ho intrapreso dall’anno scorso il percorso di Master of Science in cure infermieristiche presso la SUPSI. Sono oramai a due terzi del cammino e ho condiviso con la responsabile del Master, Prof.ssa Monica Bianchi, e con il direttore di tesi Prof. Andrea Cavicchioli il tema del lavoro di tesi. Si tratta di una ricerca sul campo che cercherà di valutare, attraverso diverse raccolte dati, quali potrebbero essere alcune misure da adottare per migliorare la mia azione di leadership come Capo Settore del Dipartimento di chirurgia. Una di queste fasi di raccolta dati prevede di fotografare, nei diversi reparti, lo sviluppo informale delle relazioni fra i componenti dei team infermieristici di lavoro. Lo strumento adottato per indagare questo aspetto è quello della Social Network Analysis (Borgatti et al., 2009) che è già stato utilizzato in esperienze simili in diversi studi pubblicati (De Brún & McAuliffe, 2018; Ghaffar et al., 2018; Kwok et al., 2018).

In pratica quello che vi chiedo di fare, per collaborare a questa parte dello studio, consiste in:

- Una lettura di cinque brevi racconti che narrano altrettanti episodi di vita lavorativa che potrebbero accadere nel vostro team.

- Al termine di ogni racconto vi verrà posta la medesima domanda: “con chi vi confrontereste del vostro team infermieristico per fare qualche passo avanti nella situazione descritta?”.

- Troverete la lista nominativa dei componenti del team e dovrete segnalare, nel modo che vi verrà indicato, su chi ricade la vostra preferenza. Potrete, di volta in volta, indicare la stessa persona o persone diverse.

Per garantire che l’indagine abbia una validità accettabile sono necessarie due cose: un’ampia partecipazione al sondaggio e una risposta veritiera a ciascuna domanda. Poiché l’indagine si volge in un ambito di ricerca, senza fini diversi da quelli che vi ho dichiarato, le risposte verranno inviate a un ricercatore SUPSI che provvederà a renderle anonime e ad elaborarle, restituendo a me e ai rispettivi gruppi indagati i risultati, sotto forma di un grafico simile a quello che vi riproduco di seguito.

Questo tipo di rappresentazione rende conto del fatto che all’interno di una rete di persone ve ne siano alcune che, rispetto ai temi affrontati, risultano più centrali di altre. Conoscere quali sono le specifiche forme collaborative che si sono determinate nei reparti del dipartimento mi aiuterà a immaginare come è possibile mantenere o migliorare la situazione.

Mi auguro di essermi spiegata con sufficiente chiarezza; sono in ogni caso, disponibile di persona a fornire a ciascuno eventuali ulteriori chiarimenti se ritenuti necessari. Inutile dirvi che mi auguro che tutti partecipiate a questa fase del mio progetto di tesi. La cosa dovrebbe portarvi via non più di trenta minuti.

Un saluto cordiale    Eveline Cheda


Proseguendo nel sondaggio fornite il vostro consenso ai fini della ricerca secondo le indicazioni fornite. 


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Racconto 1

All’interno di un reparto EOC, che non è il vostro, viene ricoverato un paziente noto nella società per il suo ruolo si personaggio pubblico. Il suo ricovero ha destato interesse mediatico e i racconti che emergono pubblicamente non sono così chiari dal punto di vista clinico. I discorsi all’interno del team si dilungano su congetture legate alla reale dinamica dell’incidente che ha portato al ricovero suscitando curiosità e interrogativi. Durate un turno serale in un momento di attività moderata in reparto un collega decide di “infrangere il vetro” esistente all’interno della cartella informatizzata al fine di accedere all’incarto del paziente anche senza le autorizzazioni conformi al suo profilo professionale. In quel momento tu non ti trovi con lui nell’ufficio ma vieni a conoscenza del suo modo di agire. È evidente che vi è stata una violazione del codice di comportamento EOC e che questo fatto segnala, oltre che un comportamento scorretto agito da chi lo ha commesso, una scarsa coscienza diffusa nel gruppo di lavoro in ordine al tema della riservatezza e confidenzialità.

Rispetto al "Racconto 1", che hai letto sopra, sono due le azioni da sviluppare nel breve periodo: a. richiamare il collega coinvolto a comportamenti eticamente corretti b. proporre una riflessione nel team professionale che faccia crescere la consapevolezza relativa ai temi della riservatezza e della confidenzialità. A tuo avviso chi è la persona più indicata, fra quelle elencate, per svolgere queste due azioni?

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Potendolo fare, ti saresti rivolt*, invece che alla persona del tuo team che hai indicato, a una esterna al reparto?

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Racconto 2

Nel tuo reparto tra due mesi verrà integrata una nuova tipologia di pazienti di cui prendersi cura. Fino ad ora questa tipologia di pazienti erano presi in carico da un altro ospedale ma la filosofia di centralizzazione delle funzioni di cura, adottata dalla direzione amministrativa, ha portato alla decisione di assegnare al tuo reparto questo tipo di pazienti. La complessità prevista è elevata e nel passato non hai mai avuto occasione di confrontarti con questa casistica clinica. Sei preoccupato di non avere le conoscenze e l’esperienza necessaria per prendere a carico questa nuova tipologia di pazienti e a pochi mesi dall’arrivo di questi pazienti all’interno del reparto non è prevista nessuna formazione in merito. 

Rispetto al "Racconto 2", che hai letto sopra, chi all'interno del team, é la prima persona con cui ti confronteresti per capire come si potrebbe fare per prepararsi ad accogliere in modo competente e professionale la nuova casistica di pazienti?

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Pensi che la persona scelta sopra, sia anche la più indicata per far proseguire questa visione, e far sì che diventi un vero e proprio percorso di formazione interna?

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Se hai risposto "No”, chi pensi che sia la persona più adatta, fra quelle elencate, per organizzare questa formazione?

Scegli una risposta. Se hai risposto "Sì" alla domanda precedente salta pure questa domanda.

Potendolo fare, ti saresti rivolt*, invece che alla persona del tuo team che hai indicato, a una esterna al reparto?

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Racconto 3

Nell’ultima settimana nel tuo reparto è stata ricoverata una donna vittima di violenza domestica che oltre gli aspetti fisici (Bio) da affrontare con un approccio medico/chirurgico aveva anche una forte necessità di supporto emotivo. Come infermieri vi siete trovati confrontati con la sua richiesta di aiuto in più turni durante i quali era spesso necessario ritagliarsi del tempo per l’ascolto e il supporto. Ma i suoi racconti non erano facili da ascoltare e ancor meno facile era trovare le parole da restituire alla paziente che stava vivendo quella situazione drammatica. A complicare il tutto vi era un’attività di reparto molto elevata che imponeva ritmi di lavoro sostenuti. A livello medico gli interventi si sono basati prevalentemente sugli aspetti di salute fisica e vi è stato detto che se era necessario si poteva attivare la psicologa interna. A complicare la situazione c’è stato l’intervento della polizia che ha richiesto di poter raccogliere la deposizione della paziente. Voi eravate in turno quel giorno e vi siete resi conto che la paziente aveva necessità di parlare ma voi avevate poco tempo e anche una certa sensazione di inadeguatezza e di difficoltà a gestire la conversazione. Ad oggi la paziente e stata dimessa, ma vi resta la sensazione di non aver elaborato la situazione e di temere che si possa ripresentare una situazione analoga senza sapere come fare ad evitare che le cose vadano nello stesso modo, soprattutto in merito al vostro vissuto. 

Rispetto al "Racconto 3", che hai letto sopra, chi è la prima persona del team a cui ti rivolgeresti per trovare un confronto e riflettere insieme su quanto accaduto, per cercare delle strategie che migliorino il tuo vissuto se dovesse ripresentarsi una situazione analoga in futuro?

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Ritieni che sia una situazione che va affrontata in gruppo?

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Se hai risposto "Sì", chi ritieni sia la persona che meglio sarebbe in grado di cogliere le necessità del gruppo e organizzare un incontro con i contenuti più idonei?

Scegli una risposta. Se hai risposto "No" alla domanda precedente salta pure questa domanda.

Potendolo fare, ti saresti rivolt*, invece che alla persona del tuo team che hai indicato, a una esterna al reparto?

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Racconto 4

Nel piano del periodo pandemico sono molti gli elementi della pratica quotidiana che hanno subito dei cambiamenti. Una di queste è stata indubbiamente la gestione delle visite all’interno del reparto. Immaginate un turno durante il quale lavorate con un collega che rientra da una settimana di ferie. Il collega si trovata confrontato con parenti insistenti che pretendono di restare nella camera del loro caro per lungo tempo vista la situazione delicata. Il collega poco aggiornato sulle ultime direttive in vigore a riguardo della gestione delle visite in reparto soprassiede temporaneamente sulla questione consentendo la permanenza. Poco dopo il vicino di camera vi chiama per lamentarsi del fatto che i suoi parenti non hanno potuto restare con lui, mentre al suo compagno di camera viene concesso. Questa discrepanza genera attrito tra i due pazienti e mette voi in difficoltà rispetto alla gestione delle visite per cui il vostro collega aveva dato il benestare nonostante la direttiva non lo prevedesse. Dopo un confronto con il collega in cui lo aggiornate sulle direttive i parenti vengono invitati a lasciare l’ospedale con un conseguente malcontento. Il vostro collega si giustifica dicendo che non poteva sapere tutti i cambiamenti di direttive essendo appena rientrato dalle ferie e che quindi aveva acconsentito ai parenti di restare. Esaminando a mente fredda la cosa entrambi comprendete che si tratta di un malinteso assolutamente plausibile data la delicatezza del momento e dei ritmi di cura presenti in reparto.

I cambiamenti, come quello descritto nel "Racconto 4", che hai letto sopra, sono diventati oggi una situazione abbastanza frequente nel reparto. Per affrontarli occorre una buona dose di resilienza e di fiducia nelle capacità di adattamento del team di lavoro. Chi pensi che sia, fra i colleghi elencati, quello o quella che ha maggiormente queste caratteristiche?

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Potendolo fare, ti saresti rivolt*, invece che alla persona del tuo team che hai indicato, a una esterna al reparto?

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Racconto 5

Nel vostro reparto la vista medica non segue un’organizzazione definita e troppo spesso non viene fatta o viene fatto in modo approssimativo con la conseguenza che le problematiche si trascinano per più turni o che si rende necessaria la telefonata ripetuta al medico per riuscire ad ottenere una risposta o una presa in carico efficiente ed efficace delle problematiche del paziente. Questa dinamica si reitera da tempo e una mattina assistete a una discussione tra colleghi in cui i due si scontrano sull’argomento: un collega ritiene che ormai la questione sia stata sollevata più volte inutilmente perché nulla è cambiato, mentre l’altro manifesta il suo disappunto ritenendo che non sia accettabile lasciare che la questa modalità di lavoro diventi la normalità. 

Rispetto al "Racconto 5", che hai letto sopra, chi credi sia la persona più adatta, all’interno del team, a interagire con il corpo medico al fine di ottimizzare la pratica quotidiana e migliorarne la collaborazione?

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Potendolo fare, ti saresti rivolt*, invece che alla persona del tuo team che hai indicato, a una esterna al reparto?

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