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Agricoltura Biologica, Sostenibile e Naturale 1

Benvenuto nel questionario “Agricoltura Biologica, Sostenibile e Naturale 1”. Con questa prima indagine vorremmo approfondire il livello di percezione e di informazione rispetto a queste tematiche e ci piacerebbe, come ringraziamento e riconoscimento del tempo speso per questo sondaggio, fornirTi informazioni e nozioni utili a consolidare una maggiore consapevolezza e conoscenza in questo ambito.



La motivazione che ci ha spinto a realizzare questo primo sondaggio è quella di conoscere gli orientamenti riguardo la scelta, l'acquisto, la conservazione e le preferenze rispetto al consumo di Ortaggi. Queste sono informazioni importanti, che resteranno anonime e che ci aiuteranno a organizzare e realizzare un sistema di coltivazione, packaging e distribuzione il più aderente possibile ai temi riguardanti l'ambiente, la sostenibilità, il clima, la biodiversità e soprattutto la nostra salute. Ti invito quindi a rispondere con sincerità e completezza alle seguenti domande. Sperando di farti cosa gradita, dopo ogni sezione di domande abbiamo pensato di fornirti delle "pillole informative" che speriamo troverai interessanti ed utili.


Grazie per la collaborazione.

Protetto
1

Sesso

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2

Quale categoria rappresenta meglio la tua età

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3

In quale regione vivi

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Sapevi che...


In base ai dati, i criteri d’acquisto di frutta e verdura fanno emergere differenze, ma anche somiglianze inaspettate tra le diverse generazioni di consumatori italiani. La provenienza locale/italiana è un driver fondamentale che cresce di pari passo con l’età, al punto che è al primo posto per il 46% dei rispondenti più maturi (tra i 55 e i 64 anni). Ciò che emerge come prioritario, invece, per i più giovani (tra i 18 e i 34 anni) nella scelta di frutta e verdura sono, invece, il buon gusto e l’origine controllata dei prodotti. Ad avvicinare tutte le generazioni sono l’attenzione al prezzo (in media per il 22%) e soprattutto, la poca rilevanza dell’estetica ‘perfetta’ di frutta e verdura: solamente per il 4% (dato che sale a 7% per i Millenials e Gen Z) risulta essere un fattore discriminante. Se si analizzano più da vicino le abitudini nei confronti del consumo di prodotti ortofrutticoli, si può notare che la freschezza mette d’accordo tutti, seppur maggiormente apprezzata dai rispondenti tra i 55 e i 64 anni. L’italianità è un fattore di minor importanza – anche se non di poco conto – per i Millennials e Gen Z (rispettivamente, per il 37% e il 42%), allontanandoli così dai consumatori più maturi: di questi, il 63% cerca di mangiare frutta e verdura Made in Italy. Alte le percentuali anche in merito alla stagionalità: se tutti gli intervistati tengono in considerazione questo aspetto nell’acquisto di frutta e verdura, la generazione più matura si dimostra la più attenta di tutte (64%). Ciò che non trova invece spazio tra gli intervistati sono i prodotti ortofrutticoli surgelati: le percentuali si attestano sotto il 10%, ulteriore dimostrazione della netta preferenza degli italiani verso prodotti freschi e di stagione. I dati sui luoghi di acquisto sottolineano un’apertura green degli intervistati verso canali meno tradizionali e più sostenibili. Infatti, circa il 30% degli intervistati usufruisce di siti/apps specializzate nella vendita di prodotti ortofrutticoli almeno una volta al mese, mentre il 25% si affida a gruppi di acquisto solidali (GAS). A tal proposito, la Gen Z si dimostra particolarmente ricettiva a questa modalità d’acquisto, tanto che il 14% afferma di acquistare online almeno una volta alla settimana.


[Food Affairs - https://www.foodaffairs.it/]


4

Quanto spesso consumi ortaggi freschi

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5

Quali ortaggi consumi più spesso (risposta multipla)

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6

Quanto spesso acquisti prodotti Biologici

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7

Quanto costano, nella tua zona, i prodotti orticoli biologici in confronto a quelli coltivati in modo industriale

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8

Quanto sei disposto a pagare i prodotti orticoli in confronto a quelli industriali

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Sapevi che...

Per tutti gli ortaggi i volumi di acquisto sono stati inferiori al 2021: si va da variazioni del -20% e oltre per piselliasparagiradicchifagiolinifinocchi per passare a prodotti come spinacicarciofibroccolimelanzaneinsalate e zucchine con variazioni tra il -20% e il -10%.

Le patate, tra i prodotti più noti, hanno segnato un -7%, seguite dai pomodori, al secondo posto, ma con un calo del 6% e le carote che diminuiscono del 5%. Una sola eccezione: i cavoli.


"Il calo medio degli ortaggi è stato pari al 9,4%, superando quello della frutta (-7,8%) e anche questa è una particolarità di questo 2022, perché solitamente le diminuzioni di consumo dell'ortofrutta sono sempre dipese maggiormente dalla frutta. - dichiara Elisa Macchi, direttrice di Cso Italy - Indubbiamente c'è stato un incremento dei prezzi medi al dettaglio evidente e generalizzato per tutti i prodotti seppur con intensità diverse, pari al +13% sul 2021, causato anche da problemi produttivi di diversi prodotti. Non dimentichiamo che gli ortaggi sono tra i prodotti maggiormente sensibili all'andamento climatico e nel corso del 2022 di eventi calamitosi ne abbiamo avuti parecchi. I cali maggiori di consumo non sono sempre stati registrati in concomitanza con i rincari maggiori e viceversa. Teniamo anche in conto che il settore degli ortaggi surgelati sta viaggiando in modo diverso. Nel 2022, se escludiamo gli aromi e i minestroni, si registra una sostanziale stabilità rispetto all'anno precedente e se escludiamo le patate, si è registrata una crescita del 9% sul 2021. Certamente le famiglie si trovano in un momento economico molto particolare e per incentivare l'acquisto di ortofrutta c'è sempre più bisogno di produrre bene e comunicare ancora meglio".


[AgroNotizie - https://agronotizie.imagelinenetwork.com/]

9

Quanto ti interessa acquistare prodotti orticoli che siano coltivati con metodi che rispettano l'ambiente e orientati alla sostenibilità?

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10

Quanto ti importa che i prodotti orticoli siano coltivati senza utilizzo di pesticidi, concimi e fertilizzanti chimici?

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11

Conosci gli effetti sulla salute del consumo di alimenti coltivati con queste sostanze?

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12

Conosci la differenza tra OGM, ibrido F1 e Biologico?

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13

Sapresti riconoscere un prodotto orticolo biologico da uno che non lo è?

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Sapevi che...

Impatti sull'ambiente, sul clima e sulla sostenibilità

In tutto il mondo il degrado del suolo si sta diffondendo a causa di molteplici fattori di stress: cattive pratiche di coltivazione, uso irrazionale dell’acqua, di diserbanti e fitofarmaci, taglio di alberi, ma anche incendi, siccità, precipitazioni intense riducono la capacità di assorbire carbonio, amplificando la crisi climatica e l’insicurezza alimentare. Allo stesso tempo, il cambiamento climatico aumenta il degrado del suolo, un vero e proprio circolo vizioso: l’eccessivo sfruttamento impatta sul cambiamento climatico che, a sua volta, si ripercuote sulla salute del suolo.

[Gianmaria Sannino, Responsabile Laboratorio modellistica climatica e impatti, ENEA - Andrea Sonnino, Divisione Biotecnologie ed Agroindustria, ENEA]

Impatti sulla nostra salute

L’esposizione umana ai pesticidi può avvenire sia attraverso il contatto diretto (sulla pelle o inalato), sia indiretto attraverso il cibo o l’acqua Tutte queste vie di esposizione umana alle sostanze chimiche usate in agricoltura possono causare effetti sia acuti sia cronici, colpendo ad es. il sistema cardiovascolare, nervoso, polmonare, endocrino e riproduttivo, come anche l’apparato digerente e il sistema epatico. Inoltre, è stato anche osservato come molti composti nei pesticidi siano cancerogeni, mutageni e teratogeni. Gli effetti a lungo termine dovuti ad esposizioni croniche anche a basse dosi si possono verificare anche molto tempo dopo l’esposizione e si possono trasmettere di generazione in generazione.

[Report Pesticidi salute 2022, WWF, Rif. https://www.wwf.it/uploads/Report-Pesticidi-salute-2022.pdf – Titolo - PESTICIDI: UNA PANDEMIA SILENZIOSA]

OGM, ibridi in F1 e Biologico

OGM significa "organismo geneticamente modificato". Sono organismi il cui materiale genetico è stato modificato artificialmente: per esempio, la resistenza di una pianta ad una malattia, un insetto o alla siccità, o ancora un aumento della produttività. Attualmente sono autorizzate in Europa le coltivazioni di mais, cotone, soia, colza e barbabietola da zucchero. Per quanto riguarda l'importazione da paesi terzi, esistono 58 OGM attualmente autorizzati nell'Unione europea per il consumo di alimenti e mangimi e comprendono mais, cotone, soia, colza, barbabietola da zucchero. Altri 58 sono in attesa di autorizzazione.

[Fonte: Sito Web Parlamento Europeo - https://www.europarl.europa.eu/]


F1 ibrido significa letteralmente il primo discendente dopo l’incrocio. Nel caso dei semi Ibridi F1, il processo è diviso in due fasi: il miglioramento genetico e la combinazione degli incroci. Per questo motivo il processo è più complicato e necessita di più interventi dei genetisti rispetto alle varietà ad impollinazione aperta. Una volta acquisite varie linee genetiche si possono creare velocemente nuove varietà. Questa è una delle motivazioni per cui i genetisti sono passati dalle varietà ad impollinazione aperta a quelle ibride F1 (tempistiche ridotte = più guadagni).

Nel tempo, i semi dell’industria hanno soppiantato quelli dei contadini e sono quelli che generalmente troviamo ora in commercio. Negli anni Settanta c’erano oltre 7000 aziende sementiere, nessuna delle quali raggiungeva il mercato globale, mentre oggi le prime tre (Monsanto, Pioneer Dupont e Syngenta) detengono il 53% del mercato globale e le prime 10 ne detengono il 76%. Nell’Unione Europea, il 75% del mercato delle sementi di mais è controllato dalle prime 5 compagnie del settore, così come l’86% del mercato della barbabietola da zucchero e il 95% degli ortaggi.



Per secoli, gli agricoltori di tutto il mondo hanno concentrato i loro sforzi nella coltivazione di varietà robuste, sane e ad alto rendimento. Si è, così, tramandato un patrimonio di esperienza e di conoscenze sulla coltivazione delle piante ed una grande quantità di specie e varietà diverse. I semi biologici sono ottenuti da piante che sono già state coltivate in coltivazione biologica controllata su terreni non contaminati e privi di pesticidi e fertilizzanti chimici. 

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Ti interessa che tutte le operazioni logistiche e di trasporto siano attente alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente

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15

Ti interessa che il packaging sia biodegradabile e magari anche riutilizzabile

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In quale modo ti sentiresti sicuro che il prodotto che acquisti è realmente e completamente Biologico

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Sapevi che...

Il trasporto dei prodotti alimentari, in particolare, rappresenta quasi un quinto di tutte emissioni del sistema agroalimentare: un’impronta superiore a quanto si pensasse. Un gruppo di ricercatori dell’Università di Sydney (Australia) specializzati sui temi della sostenibilità ha pubblicato su “Nature Food” uno studio dedicato alle emissioni di anidride carbonica conseguenti al trasporto del cibo.

Il trasporto è un passaggio chiave nelle catene di approvvigionamento alimentare, anche dal punto di vista della sicurezza alimentare (pensiamo a cibi particolarmente deperibili, come il pesce, la carne o alcuni tipi di frutta e verdura per i quali è indispensabile mantenere la catena del freddo).


sapevi che...

il 90% dei prodotti di largo consumo sono tutt’ora imballati in plastica, materiale che contribuisce ad oltre il 95% dell’inquinamento dei mari di tutto il mondo.


sapevi che...

“Water Footprint”, ovvero impronta idrica. E’ una delle variabili che definiscono l’LCA dei beni che consumiamo e produciamo, cioè il modo in cui essi interagiscono con l’ambiente circostante lasciando appunto una traccia.

Normalmente si è abituati a parlare di sostenibilità ambientale in termine di emissioni di CO2: se da un lato cresce l’allarme sul futuro del pianeta per effetto del riscaldamento globale e dell’inquinamento, dall’altro, oggi, l’utilizzo sempre più intensivo di acqua nei processi produttivi sta diventando la nuova emergenza. La filiera agroalimentare, in particolare, è quella che risulta pesare di più sull’equilibrio del pianeta, in quanto questo settore - soprattutto per quanto riguarda la produzione di carne e derivati – comporta un ingente consumo di acqua dolce.

Le scelte alimentari sono quindi un fattore decisivo nella definizione della Water Footprint: l’impronta idrica di un vegetariano corrisponde a 1.500/2.600 litri di acqua al giorno, contro i 3.000/5.000 litri di una persona con un’alimentazione a base di carne (fonte: studio Barilla Center for Food & Nutrition). Il motivo di questa disparità è che la filiera della carne e dei derivati richiede una quantità maggiore di acqua, soprattutto per produrre foraggio. È quindi molto più vantaggioso, dal punto di vista delle risorse idriche, mangiare frutta e verdura.

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Considerando di attuare abitudini sensibili alle tematiche affrontate, preferiresti acquistare la frutta e la verdura in quali delle modalità seguenti? (scelta multipla)

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Quale formato di Packaging preferiresti

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Ipotizzando di poter avere un box di verdure organizzato come preferisci, quali ortaggi inseriresti nel pacco Spesa Famiglia

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