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Second hand e Sostenibilità

Ciao a tutti, siamo Matilde Salis e Elena Miele due studentesse dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: vi chiediamo pochi minuti del vostro tempo per compilare questo questionario circa il tema del second hand e del relativo impatto ambientale, per rendere più consapevoli le nuove generazioni delle conseguenze che la produzione di abbigliamento ha sul pianeta.

Protetto
1

In che genere ti identifichi?

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2

Quanti anni hai?

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3

Qual è la tua occupazione?

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4

Da quale Regione vieni?

5

Hai mai acquistato second hand? Se si dove?

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6

Cosa ti spinge ad acquistare nei second hand?

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7

Quanti litri d'acqua pensi che siano necessari per produrre un paio di jeans?

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8

Quanti rifiuti pensi che vengano generati ogni anno dalla produzione di abbigliamento e calzature?

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9

Quanto pensi sia l'emissione dei gas serra annuale causata dalla produzione di abbigliamento a livello mondiale

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La produzione di capi d'abbigliamento, specialmente quelli legati ai segmenti fast e ultra fast, necessita di notevoli risorse. La realizzazione di un paio di jeans, ad esempio, richiede 3.781 litri di acqua se si considera l’intera filiera, dalla coltivazione del cotone fino alla consegna del prodotto finale al negozio.

Nell’Unione Europea, secondo i dati dalla Commissione, vengono generati 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti in abbigliamento e calzature all’anno, pari a 12 kg per ogni cittadino.

L'industria della moda è responsabile di una quota significativa di emissioni di gas serra, stimate tra l’8 e il 10% del totale a livello mondiale.

10

Acquisti più frequentemente second hand o fast fashion?

Assegni 200 punti
second hand
0
0
200
fast fashion
0
0
200
11

Presso quali brand acquisti fast fashion

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12

Cosa tendi ad acquistare nel fast fashion?

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13

Cosa tendi ad acquistare nel second-hand?

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14

Secondo te quali sono gli elementi su cui lavorare nell'ambito dell'abbigliamento per ottenere maggiore sostenibilità ?

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15

Su una scala da uno a 10 secondo te quanto i brand del fast fashion si stanno impegnando verso un approccio più sostenibile?

- Inditex ha raggiunto risultati importanti nel 2022, tra cui il 100% dell'elettricità utilizzata proveniente da fonti rinnovabili e l’abbattimento totale dei rifiuti nei propri impianti. Nel medio e lungo periodo, invece, hanno una serie di obiettivi ambiziosi: una riduzione del consumo d'acqua nella catena di approvvigionamento del 25% entro il 2025 e zero emissioni nette entro il 2040.

- Anche l’azienda svedese H&M sta compiendo significativi passi in avanti in termini di sostenibilità: nel 2022, il 23% dei materiali impiegati erano riciclati e l’obiettivo dichiarato è di raggiungere quota 30% entro la fine del 2023.. Il brand si propone anche di ridurre le emissioni di CO2 del 56% entro il 2030.

- Anche Shein, spesso associato a pratiche inquinanti e poco trasparenti, infatti prevede di convertire almeno il 31% dei suoi prodotti a base di poliestere in poliestere riciclato entro il 2030 e mira a ridurre le emissioni di gas serra del 25% entro lo stesso anno.

- Per quanto riguarda l’azienda Mango: nel 2022 il 46% delle sue fibre provenivano da fonti naturali e l'11% da fibre riciclate. Entro il 2030, l'azienda punta poi all'abbattimento dell’80% delle emissioni , oltre alla riduzione dell'impatto idrico del 25%.

- Primark, mira a ridurre del 50% le emissioni di carbonio lungo tutta la catena di fornitura entro il 2030 e a eliminare completamente l'uso di plastica monouso entro il 2027.

16

Ti aspettavi questa evoluzione da parte dei principali brand del fast fashion?

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